IL VIAGGIO DEL GUSTO DI MARCELLO BOLCATO
I giornalisti di Borghi d’Europa hanno invitato Marcello Bolcato,
Sommelier AIS, a partecipare al Percorso d’informazione Eurovinum,
che si tiene nel quadro del progetto L’Europa delle scienze e della
cultura
(Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo
per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica).
Abbiamo chiesto a Marcello di raccontarci la sua storia di incontro
con il mondo enoico.
La mia passione per il vino è relativamente recente. In passato ho sempre pensato che il vino buono fosse quello fatto in casa e trovavo assurda l'idea che alcune persone spendessero tutti quei soldi per del vino. Nemmeno la cucina o i suoi segreti mi incuriosivano.
Poi qualche anno fa ad una cena ero seduto a fianco ad un sommelier e, ascoltandolo, mentre mi spiegava che cosa stavamo bevendo, si è accesa in me in me la scintilla della curiosità. Colpito da tutto quel sapere mi sono detto "voglio anche io saperne di più!". Ne sono rimasto completamente affascinato!
Mi sono così iscritto al corso AIS ed ho portato a termine tutti e tre i livelli. A seguire ho frequentato il corso "tecniche di servizio" ed ultimamente il primo livello di sommelier della birra.
Ma la parola chiave nel mio percorso è sempre stata ed è tuttora curiosità, e spiego il perché: nel primo livello, per me il più affascinante, si parla di come si degusta un calice, l'esame visivo, olfattivo e gustativo; di come il vino venga prodotto, ma anche dei distillati, liquori, della birra e molto ancora. Nel secondo livello si accresce ancor di più la cultura approfondendo le regioni d'Italia e i vini nel mondo. Nel terzo livello ci si concentra sull'abbinamento al cibo e su come le caratteristiche di un vino si sposino meglio con determinati piatti. Il famoso "matrimonio tra il cibo e il vino" di cui spesso si parla.
Durante ogni livello non mi sono mai accontentato di ciò che trovavo scritto nei libri di testo ed ho iniziato a cercare sempre più informazioni, tra internet e libri scritti da esperti, per approfondire i concetti ed i perché. Ad esempio, per quanto riguarda i profumi ho letto il libro di Luigi Moio "Il respiro del vino": un libro che spiega chimicamente che cosa siano i profumi e come le molecole presenti nel vino si leghino ai nostri recettori facendoci interpretare quei sentori.
Di pari passo è cresciuta la mia curiosità verso la cucina e quindi durante il terzo livello, ho letto ad esempio il libro di Bressanini " La scienza della carne". Anche questo è un libro piuttosto tecnico, che spiega quali siano e come avvengano le reazioni chimiche nei vari tipi di carne. Un'altra passione che mi ha portato ad avere oggi cinque barbecue diversi a casa, per poter gestire al meglio le varie tipologie di cottura. Se non altro ora mia moglie e i miei amici, quando propongo loro l'ennesima grigliata, sanno che possono scegliere tra affumicata, a bassa temperatura o l'esperimento del momento.
Cercando di crescere nel mio piccolo sempre più e mettermi alla prova ho scritto alcuni articoli per AIS Veneto. Ad esempio ho recensito il corso del primo livello di Sommelier della birra
( https://www.aisveneto.it/news/1292-conoscere-la-birra-con-ais ), una visita in cantina ( https://www.aisveneto.it/news/1422-a-contatto-con-il-produttore-farina ) e un evento di degustazione sulle Cru del Bardolino (https://www.aisveneto.it/news/1359-i-cru-del-bardolino-come-nel-1825). Da neofita della scrittura, devo dire che sono rimasto colpito per l'accoglienza entusiasta ai miei articoli.
Mi piace comunicare al prossimo ciò che sono riuscito ad imparare: i perché, i particolari a volte apparentemente insignificanti, ma che fanno la differenza. Ed ho un modo tutto mio di farlo: con leggerezza, con parole alla portata di tutti perché il sapere, la cultura non va tenuta per sé stessi, ma penso vada condivisa e divulgata forse un po' per gioco, per hobby fino a diventare una passione!
Mi capita spesso che, quando spiego un vino ad estranei, questi restino come affascinati, indipendentemente dal calice che hanno in mano. Probabilmente la mia strada ideale sarebbe proprio in questa direzione, nella divulgazione, nella scoperta di nuove realtà. Come spesso dico; fare il vino è un'arte, parlarne è cultura e condividerlo è convivialità. Mi piace accendere la curiosità nelle persone, far vivere un calice come un'esperienza, accendere loro dei ricordi, a volte dimenticati, ma che noi tutti abbiamo. Spesso, quando indico un profumo le persone esclamano "è vero!" e tornano con la mente a quando quel profumo lo avevano sentito per la prima volta, di solito nell'infanzia "effetto Madeleine". I sorrisi più nostalgici li vedo quando richiamo alla mente il profumo delle caramelle d'orzo, distinguibile in alcuni bianchi strutturati/passiti, riportando i presenti a casa delle loro nonne. Il naso è dopotutto un ponte potentissimo verso le nostre emozioni.
Non ultimo da qualche anno seguo la Copagri al Vinitaly . Li ho a che fare con più cantine da tutta Italia, isole comprese, con autorità, bayer esteri, e non è mancato di abbinare i vini ad un cuoco stellato in un show cooking, con un bellissimo riscontro dai partecipanti.
Ultimo, d'estate, nei weekend lavoro in un ristorante come maitre e sommelier, anche lì con bellissimi riscontri e recensioni da parte della clientela.
Marcello BOLCATO
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