La Tosa : il vino come passione, la storia dei fratelli Pizzamiglio, Stefano e Ferruccio, nei Colli Piacentini
Talvolta il nostro mestiere di cronisti del gusto diventa ripetitivo.
E’ difficile incontrare storie e vicende umane che ti ‘prendono’.
Quella dei Fratelli Pizzamiglio ( Stefano e Ferruccio) e della loro azienda agricola (La Tosa), è la storia della loro passione per il vino.
“Il riassunto della nostra storia è questo: una pura passione che si fa professione, dalla passione nutrita e alimentata. Una storia che continua con lo stesso spirito della prima vendemmia.”
Avremo modo di ripercorrere le tappe di questa passione grazie alle iniziative di informazione di Borghi d’Europa nei Colli Piacentini, in occasione del turno di Presidenza Italiana alla IAI (Iniziativa adriatico ionica).
Destinati per volontà propria a seguire le orme paterne, ossia ad abbracciare la professione medica. Nessuna traccia di passione per essa, solo la speranza, iniziati gli studi di Medicina, che questa passione prima o poi spuntasse.
Ma il destino 'tramava' ben altro.
Stefano, appena compiuti i 18 anni nel 1978, iniziava a frequentare i corsi di sommelier dell’AIS.
“Successivamente, anni durante i quali la frequentazione di tutti i livelli dei corsi, l’acquisto e la degustazione dei vini, le visite alle aziende, lo studio degli aromi erano per lui pane quotidiano. Nel frattempo, a metà degli anni settanta, l’acquisto di una casa per passare le vacanze in collina, nel comune di provenienza del ceppo familiare materno, Vigolzone.”
La passione da parte di Ferruccio per la vita di campagna vissuta lì durante i fine settimana e la scarsa dimestichezza con quella cittadina. L’acquisto, nel 1980, di due appezzamenti di terreni confinanti con la casa, uno dei quali contenente una vecchia cascina chiamata La Tosa, che erano in vendita in quel periodo, col desiderio, covato da tutta la famiglia, di avere un’azienda agricola da seguire come hobby.
L’impianto dei vigneti, che in quei terreni erano stati presenti sino agli anni sessanta, e la cura degli stessi durante i week-end, con l’aiuto di un agricoltore confinante. Finalmente, nel 1984, quasi da un giorno all’altro, la decisione da parte di Stefano e Ferruccio di trasformare l’hobby in professione, e di dedicarsi quindi a tempo pieno al lavoro di vitivinicoltori. Il trasferimento definitivo a La Tosa, l’immediata iscrizione di Stefano all’Università Agraria di Piacenza, l’inizio della ristrutturazione della vecchia cascina e la successiva costruzione della cantina.”
Insomma un percorso vissuto pienamente che i cronisti possono decifrare quando ne capiscono lo spirito e la filosofia : non a caso l’Azienda fa parte della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti).
Stefano e Ferruccio non credono che il loro microterritorio sia destinato alla produzione di vini leggeri e frizzanti, ma alla produzione di vini più profondi e concentrati, quasi esclusivamente vini fermi. Si accelera il processo di apprendimento del territorio stesso e del mondo vino in generale, con viaggi in Franciacorta e in Francia.
“Per noi produrre vino non è tanto un atto creativo, quanto interpretativo. La sua anima, le sue caratteristiche, sono già scritte nel libro della natura, e le pagine sono pezzi del suo territorio. Sta a noi sfogliarle sino a trovare quella giusta, e poi tradurla, e infine interpretarla. Ma senza avere idee preconcette su come vogliamo diventi quel vino, senza modificarne l’essenza. Come un genitore con un figlio: allevarlo in modo che acquisisca tutti gli strumenti per potersi esprimere secondo quelle che sono la sua personalità, attitudini, carattere, non secondo la personalità del genitore.”
Nei prossimi giorni inizieranno le degustazioni dei vini de La Tosa, in abbinamento con i cibi della tradizione piacentina.
La passione di Ferruccio per la conservazione e lo studio di tutto ciò che è antico l’ha portato ad arricchire l’azienda di oggetti della tradizione contadina, a raccogliere libri sulla storia e le bellezze artistiche e naturali del Piacentino, a creare il Museo del Vino, acquistandone e restaurandone tutti i pezzi, e la Biblioteca annessa, e ad animare e seguire associazioni e iniziative culturali del paese di Vigolzone.
Ma nell’Azienda vi è anche il ‘tocco’ femminile : venuta a mancare Augusta Bianchini, moglie di Stefano (l’unica persona della famiglia ad avere origini contadine), la figlia Gloria ne ha preso l'ereditàmorale e professionale. Così in azienda si occupa di agriturismo, seguendone l’organizzazione generale e prendendosi cura della sala e dell’accoglienza delle persone e delle pubbliche relazioni. Suo l'angolodella produzione del pane con lievito Madre
Elise Francese, moglie di Ferruccio, è nata a Lione nel 1966 da genitori italiani, è in pratica francese due volte. Laureata in Infermieristica, disciplina che ha praticato per anni nella sua città natale, ha sempre avuto la passione per la cucina, che ha coltivato sviluppando uno stile fatto di armonia, finezza, leggerezza. In azienda si occupa di agriturismo, seguendone l’organizzazione generale e gestendo la cucina e l’approvvigionamento delle materie prime presso agricoltori ed allevatori.
Si preannuncia un viaggio del gusto intrigante : i cronisti di Borghi d’Europa, forti delle scoperte e degli spunti che Stefano e Ferruccio hanno suggerito, si apprestano ad un itinerario da non dimenticare.
“È bello il paesaggio de La Tosa, tra boschi, vigneti, declivi verdi e una natura poco contaminata, popolata da animali come scoiattoli, caprioli, daini, volpi, cinghiali, tassi, pernici, aironi cenerini e cormorani. È così selvatica perché si tratta di un pianoro di terra scarsamente fertile e boscosa, che quindi in passato poco aveva attirato l’uomo. Separa l’imbocco di due valli, la Val Nure a est e la Val Trebbia a ovest, ha una lunghezza di cinque chilometri e digrada dolcemente, da sud verso nord, da un’altitudine di 300 a una di 150 metri.”
E,poi, un’ultima novità : Stefano è appena stato eletto Presidente della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini. Un altro spunto di viaggio…..
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