La vita di Guareschi ora diventa un film
La vita di Guareschi ora diventa un film
Presentato in Senato il biopic dedicato alla vita del papà di Don Camillo in programma su Rai1 a settembre
di Egidio Bandini (Libero Quotidiano)
Si intitola Giovannino Guareschi. Non muoio neanche se mi ammazzano, il film o, meglio, il “biopic” dedicato alla vita del papà di Peppone e don Camillo, al centro del convegno voluto dall’onorevole Raoul Russo al Senato, dal titolo “Giovannino Guareschi, giornalista per la libertà”. Marco Ferrazzoli, giornalista e scrittore (che sta preparando un altro volume su Guareschi) e sceneggiatore del film, ha moderato gli interventi, aperti dai saluti del presidente del Senato Ignazio La Russa che ha ricordato la condanna che subì Guareschi per diffamazione, a seguito della querela sporta da Alcide De Gasperi dopo la pubblicazione, sul Candido, di due lettere a firma «Degasperi», di cui nessuno ha mai stabilito la non autenticità, nelle quali l’allora esponente del Cln chiedeva agli alleati il bombardamento della periferia di Roma: «Il fatto che portò Guareschi in carcere per 409 giorni, oggi per Report» ha detto La Russa «sarebbe stato considerato quasi banale.
Quella fu una condanna ingiusta, che si andò a sommare a quella a otto mesi e sospesa, rimediata per la vignetta sui vini del presidente Einaudi. Guareschi sapeva il rischio che correva, sia durante il processo, che prima della prigionia nel lager nazisti, dove venne internato per aver rifiutato di continuare la guerra a fianco dei nazisti, lager da dove scrisse pagine indimenticabili. Qui, nel dramma della prigionia», ha concluso il presidente del Senato «ha iniziato a pensare come raccontare il suo “Mondo piccolo”, quello di don Camillo e Peppone, che va ben oltre la pianura emiliana: è il piccolo mondo di tutta l’Italia, nel quale Guareschi ci ha insegnato che il rispetto fra le persone travalica le ideologie. Peppone e don Camillo sono sì agli antipodi, ma rimangono contraddistinti da una grande umanità e vorrei che questa umanità nelle contrapposizioni vivesse anche oggi».
….. e, poi, il viaggio del gusto di Borghi d’Europa
Così il viaggio del gusto che Borghi d’Europa ha voluto dedicare alle Terre del Po, non poteva non
ispirarsi alle storie di Giovannino Guareschi, che accompagnano le iniziative di informazione che
si sviluppano in collaborazione con la Strada del Po e dei Sapori del Basso Piacentino.
Fabio, nume tutelare della Trattoria La Verdiana ( a Sant’Agata, giusto quattro metri appena per essere provincia di Piacenza), ricorda la predilezione di Giovannino Guareschi per le ricette di tradizione, come le Trippe alla parmigiana, che l’Autore del Mondo Piccolo proponeva nella sua Osteria.
“La trippa alla
parmigiana è un piatto ricco e saporito che proviene dalla
tradizione culinaria povera dell’Emilia - annota Giallo Zafferano
-. Per la trippa alla parmigiana si prepara un soffritto di cipolla,
poi si rosola bene la trippa e si lascia cuocere a fuoco dolce per
due ore con la passata di pomodoro. Durante la lunga cottura, per non
far seccare la trippa e renderla morbida, si aggiunge il brodo di
carne. Infine la trippa si condisce con abbondante parmigiano
grattugiato.
La trippa alla parmigiana è un piatto dal sapore
antico che può essere servito con crostoni di pane come portata
unica. “
Non può mancare l’abbinamento con un buon Lambrusco della Cantina Bergamaschi.
“Giovanni Guareschi – ricorda Luca Bergamaschi-, era solito nella sua trattoria servire i vini locali in bottiglie personalizzate con le etichette disegnate di suo pugno.
Cantine Bergamaschi, già fornitore del padre di Don Camillo e Peppone ha voluto mantenere in vita questa tradizione in occasione dell'anniversario della nascita.”
Il Lambrusco dell'Emilia (Centenario Guareschi) è ottenuto dal mosto Fiore delle Vigne di Samboseto di Lambrusco Maestri. La superfice vitata è di circa 3 ettari. La vigna si trova su un terreno forte, di spiccata composizione argillosa. Il terreno conferisce al Lambrusco degli intensi profumi di viola e di frutti di bosco.
L’arte cinematografica , l’arte della cucina e della buona tavola, l’arte del buon vino. Tutto concorre insomma a non disperdere la memoria di un Grande Uomo e Scrittore.
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