Il Cammino delle Identità – Moro Formaggi, affinatori in Oderzo; i progetti Europei e il ricordo di Luigi Veronelli

La rete di informazione Borghi d’Europa realizza il progetto L’Europa delle scienze e

della cultura, Patrocinato dalla IAI -Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo

per la cooperazione nella regione adriatico ionica.


Il progetto, finalizzato ad informare chi informa, tocca i Territori di almeno 10 Paesi europei e 10 Regioni italiane, seguendo il filo dei Percorsi Internazionali, che dal 2019 ‘leggono’ la Storia e le storie de Il Cammino delle Identità.

Uno dei territori coinvolti è stato quello di Oderzo, secondo due linee di lettura : Oderzo-Opotergium (Terre di Roma) e il Percorso del Gusto che aveva previlegiato le eccellenze locali.

In queste iniziative Borghi d’Europa aveva incontrato Moro Formaggi 1930, : “La nostra famiglia- racconta Giovanni Moro-, si occupa da tre generazioni della selezione di materie prime. Pensiamo che il buon cibo, preparato con ingredienti di qualità, dovrebbe essere qualcosa di accessibile a tutti. Per questo motivo dagli anni 80 stagioniamo e affiniamo le nostre ricette, introducendo nuovi profumi e sapori nel mercato dei formaggi affinati. “




Così, partendo dal Percorso Internazionale Strada europea dei formaggi, Borghi d’Europa non ha esitato un attimo ad inserire l’Azienda nei nuovi Percorsi , che si pongono l’obiettivo di rilanciare Opitergium e la figura di Eno Bellis e di avviare una riflessione sulla storia degli affinatori.

E, guarda caso, il primo incontro si terrà nei Colli Euganei, terra dove Moro Formaggi ha preso ispirazione per realizzare fra i formaggi ubriachi il Moscato DOC.




“Il Moscato è tra i più antichi vigneti della storia del Mediterraneo! Ed il suo nome deriva dal latino muscum (muschio) per effetto del suo profumo intenso e del suo aroma dolce. La vinaccia ed il vino, che si caratterizzano per un importante profumazione di bouquet di fiori primaverili, avvolgono in modo elegante e raffinato la forma per penetrare lentamente all’interno della pasta aromatizzando il prodotto in modo molto equilibrato. Le note gustative sono molto diverse da quelle olfattive anzi, cambiano radicalmente: frutta secca ed in particolar modo mandorla e pistacchio sono riconoscibili e prevalenti.”




Tra i formaggi erborinati, ecco il Fior d’Arancio.






“Il Fior d’Arancio è un prodotto dall’eleganza estrema e dalla piacevolezza smisurata! L’alternanza molto equilibrata tra il piccante ed il burroso viene accompagnata dal sapore gentile del passito dei Colli Euganei; è una vera e propria armonia dei sensi che non lascia spazio a confronti; il sapore del passito è un romantico connubio tra fiori bianchi, agrumi, albicocca, miele e vaniglia e, la sua capacità di gestire in maniera perfetta la pulizia dai grassi ed accompagnare l’evoluzione aromatica dei prodotti con il quale si abbina, lo incorona probabilmente come migliore compagno in assoluto dei Blue Cheese 

Significativamente le degustazioni, affidate al gusto di giornalisti sommelier della stampa nazionale,fanno riferimento anche alle manifestazioni per ricordare Luigi Veronelli. Veronelli che è stato il creatore dei vini da meditazione.

Borghi d’Europa ha chiesto a Moro Formaggi di realizzare un viaggio del gusto, pensato e sognato sulle ali della memoria veronelliana.

Le creazioni di Moro Formaggi, i grandi vini italiani ed europei, per un itinerario diverso e sontuoso.

"Sono diversi anni – racconta Bruno Sganga, giornalista, già coordinatore delle iniziative editoriali del Maestro-, che Luigi Veronelli (Gino per chi aveva vera amicizia e confidenza con lui), ci ha lasciati ed una volta per tutte sia chiaro che siamo tutti debitori a Veronelli. Lo sono i consumatori a cui ha saputo raccontare “camminando la Terra” in modo esemplare ed unico, come i vari protagonisti del settore agroalimentare ed enogastronomico, verso questa figura leggendaria ed autentico uomo di cultura. Lo siamo tutti all’enogastronomo antesignano e moderno insieme, al giornalista polemico, al fine scrittore, all’editore coraggioso, al conduttore televisivo precursore del settore, oltre che al filosofo ed anarchico sui generis. Ho vissuto quasi quindici anni a fianco dell’uomo Veronelli nel pieno degli anni più entusiasmanti: dalla sua “L’Etichetta” e le millanta sue Guide, in un ruolo che mi consentiva, soprattutto per amicizia e fiducia, tra marketing e redazione, viaggiando ovunque con lui, d’intervenire e conoscere ogni minimo particolare della sua vita professionale ed anche umana. Sorrido quando negli ultimi tempi leggo od ascolto di gente che lo cita, mette immagini con lui o sbandiera lettere, per evidenziare che “conosceva” Veronelli.., pur di poterlo citare e vantarsene. Ma Gino era cordiale ed aperto con tutti, come dimostrava nella sua “Corrispondenza pubblica e violata” a cui dedicava ore ed ore, pur quando lontano dalla sua dimora bergamasca. "









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