Oderzo : l'antica Opitergium, la Storia nelle storie

 

Odèrso

cità pa’ schèrso

punto pèrso

de l’universo,

co ‘l Montegàn par travèrso.



Oderzo ospitò la presentazione del libro Treviso l’Altra (testi di Giorgio Dalla Barba, fotografie di Antonio De Marco, interventi di Andrea Zanzotto,Franco Batacchi e Giangiacomo Cappellaro, introduzione di Roberto Paronetto), presso il Circolo Culturale 4 Cantoni diretto da Gina Roma(pittrice ), giusto nella serata del terremoto in Friuli il 6 maggio 1976.

                                                             Gina Roma

Presentazione che terminò sotto i tavoli della Osteria 4Corone, ove i partecipanti si erano precipitosamente rifugiati.


Fu quello il primo incontro di Oderzo con il mondo dell’informazione ‘foresta’.


Ulderico Bernardi, nel suo ‘Una cultura in estinzione’, annotava : “ Il cambiamento che sta subendo questa zonaha dunque molti tratti negativi,e porta a riflettere su quanto è avvenuto o avverrà in altre aree culturali dove,egualmente,non ci si preoccupa di rilevare compiutamente le conseguenze che gli interventi ‘economici’ possono produrre. Così, dopo i costi pagati nel recente passato,altri, meno appariscenti ma altrettanto dolorosi e pesanti,vengono addossati, in termini di svalutazione culturalee di perdita d’identità.


Ulderico Bernardi … “…. nato ad Oderzo il 15 gennaio 1937, ha dedicato alla storia, alla cultura, alla lingua e alle tradizioni della propria "Terra antica" un'analisi sociologica originale, composta di ricerche e studi di godibile lettura, amplissima documentazione e feeling interpretativo. La "piccola patria", non certo considerata come un chiuso microcosmo fuori dalla grande storia, si è prestata anzi come un laboratorio dove mettere alla prova la portata e il significato delle trasformazioni e delle persistenze che lungo il secolo XX hanno segnato la società veneta, a partire dalla speciale attenzione riservata alle classi subalterne e al mondo contadino, ivi compreso l'epocale fenomeno dell'emigrazione oltre oceano nelle Americhe tra il XIX e il XX secolo. Uno degli scenari più appassionatamente indagati è stato proprio il passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale, col bilancio di acquisti e di perdite "sociologiche-culturali" di questo trapasso.”

(https://www.locusglobus.it/index.php/personaggi/personaggi-in-primo-piano/bernardi-ulderico).




Con l’elezione a Sindaco di Oderzo di Giuseppe Covre (il leghista ‘eretico’ che divenne anche parlamentare), nel 1993, si erano avviati dei processi di rinnovamento della vita cittadina.

Le plurisecolari Fiere della Maddalena venivano ripensate, grazie anche alla collaborazione con

il giornalista Rolando Anzanello (direttore di Comunità, Gente a Nordest, collaboratore de La Tribuna di Treviso e del quotidiano nazionale L’Indipendente, diretto da Vittorio Feltri).


Anzanello introdusse nel programma delle Fiere alcune iniziative destinate poi a sviluppare progetti

di interesse nazionale ed europeo.

Grazie al sostegno dei Supermercati Europa e di Amadardo Soemi, fu realizzato un quaderno di

informazione alimentare, distribuito gratuitamente tramite i punti vendita direttamente ai consumatori.



“Ricordo bene l’iniziativa – commenta Donatella Soemi-. Mio padre aveva capito al volo la

necessità di nuove forme di comunicazione nella filiera alimentare. ‘Quella’ guida, con schede, ricette e molti indirizzi di gola, serviva a rinnovare un patto ‘utile’ con i clienti. “


Amadardo Soemi e famiglia si occupano da sempre della selezione e vendita di frutta e verdura,

con sede a Piavon di Oderzo.


L’Azienda non ha mai fatto mancare il suo sostegno alle iniziative di Borghi d’Europa : fin dal lontano 1993 anche il secondo progetto (il dono di un materiale didattico alle scuole elementari

dell’opitergino-mottense), ha conosciuto la sua generosa partecipazione.


E,infine, la terza iniziativa proposta da Rolando Anzanello e dai giornalisti della rete L’Italia del Gusto : gli incontri a convivio in alcuni ristoranti,trattorie,osterie e pizzerie del Territorio (I Ristoranti del Buon Evento), per riproporre una cucina più attenta ai prodotti della Terra.




Mitico è restato nella memoria dei cronisti del gusto l’incontro alla Osteria al Capeotin di Oderzo

tutto dedicato alla storiche patate che Amadardo Soemi fornisce da sempre al locale.


Dal Gazzettino :


“All'Osteria Da Capeotin sono tornate le tradizionali patate. L'oste Alessandro Feltrin ha potuto ricominciare a proporle alla clientela dopo uno stop forzato durato otto mesi. Tempo che gli è servito per adeguare i locali secondo quanto gli ha prescritto il servizio igiene dell'azienda sanitaria. Felici gli avventori: l'osteria Da Capeotin, tipico locale che si trova in via Roma, è famosa da decenni per le sue croccanti, dorate patate che arrivano fumanti, pronte ad accompagnarsi con un buon bicchiere di rosso o un bianco profumato.

L'osteria opitergina più longeva, che risale ancora all'Ottocento, ha fatto delle patate dorate, goeosesso tutto opitergino, uno dei suoi emblemi.


LA TRADIZIONE

«L'osteria è sempre stata nota per le patate con le quali accompagnare un buon calice spiega l'oste Feltrin - Questo da sempre, ancor prima che vent'anni fa arrivassi a gestirla io». Nell'estate del 2017, nel corso di un controllo di routine da parte dell'azienda sanitaria, emerge la necessità che nel locale cucina vengano apportati alcuni adeguamenti. Per permettere la preparazione delle patate rispettando le regole in vigore.


LE REGOLE

«In principio mi sono stupito: perché qui da me ci sono stati pure i carabinieri dei Nas a fare un'ispezione e avevano trovato tutto in regola. Non avevano mosso alcuna obiezione sulle modalità per la cottura delle patate. Ma tant'è, se ci sono delle norme da osservare non mi tiro certo indietro» sottolinea Feltrin. Il problema è stato che sono serviti mesi di tempo per adeguare la cucina. «E in tutto questo tempo per forza di cose ho dovuto sospendere la preparazione delle patate» esclama.

Fra una cosa e l'altra otto mesi se ne sono andati. Finalmente il percorso può dirsi concluso. Adesso quando Alessandro arriva con la teglia colma di appetitose, caldissime patate è subito una festa. «Utilizzo le bintje, qualità olandese, sono le patate che meglio rispondono alle nostre esigenze».

La voce si è sparsa e molte persone stanno tornando a varcare la soglia di Capeotin. Gustarsi un buon bicchiere con una saporita patata è una di quelle piccole cose che fanno grande la giornata. “ Questo ritorno cade a fagiolo perchè in questo 2018 sono vent'anni che Alessandro Feltrin gestisce Da Capeotin. Già sta preparando la Festa dell'Oste che si terrà in agosto. “



https://www.ilgazzettino.it/pay/treviso_pay/oderzo_all_osteria_da_capeotin_sono_tornate_le_tradizionali_patate_l_oste_alessandro-3631757.html

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