IL “MONDO PICCOLO” DI GUARESCHI E LE TERRE VERDIANE

 


Nella Bassa parmense ( la fascia di pianura che dal Po si allunga verso Busseto, Roccabianca, Soragna, Zibello, San Secondo e Fontanelle ), nacquero o vissero due figure destinate a rappresentare l'identità italiana nel mondo: Giuseppe Verdi e Giovannino Guareschi.I l primo trasformò la musica in un linguaggio universale, il secondo trasformò la piccola realtà della Bassa in una delle più rattraenti rappresentazioni letterarie dell'Italia del Novecento.

Guareschi, nato a Fontanelle di Roccabianca il 1° maggio 1908, divenendo giornalista, scrittore, umorista, disegnatore e vignettista, è celebre soprattutto grazie alle storie di Don Camillo e Peppone, ambientate in quel Mondo piccolo nel quale un parroco e un sindaco comunista si fronteggiano continuamente, pur rimanendo legati da un profondo e quasi inconfessabile affetto. Nel suo racconto lo sfondo è rappresentato da “la Bassa”, «piatta striscia di terra grassa» lungo il Po, vera coprotagonista della sua opera, assieme al fiume, la nebbia, le campagne, le stalle, le osterie, la chiesa, la piazza, il municipio e naturalmente la tavola: descrivendo ciò che mangiano i suoi personaggi, lo Scrittore racconta la condizione sociale, le abitudini e, la solidarietà.



 Giovannino Guareschi

Il legame di Guareschi con le Terre Verdiane diventa particolarmente forte negli ultimi anni della sua vita, poiché nel 1952 si trasferì a Roncole Verdi, vicino alla casa natale di Verdi, aprendo un'osteria, destinata a diventare un luogo significativo della sua storia. Egli infatti non si limitò a raccontare la Bassa: volle viverla fino in fondo proponendo la cucina della Bassa, nata dalla disponibilità delle materie prime e dalla capacità contadina di trasformare ogni risorsa in alimento. L'autore che aveva raccontato per anni le osterie, le tavole e la gente della Bassa finì per creare egli stesso un luogo nel quale quella cultura poteva essere vissuta.

In questa proposta gastronomica il maiale occupa un posto centrale: culatello, salame, spalla cotta, spalla cruda, coppa, pancetta sono il risultato di una tradizione antichissima, che comprende anche Culatello di Zibello, Spalla Cotta di San Secondo, Parmigiano Reggiano, Fortana del Taro, spongata, anolini, tortel dòls e numerose altre specialità della Bassa.




 Guareschi e la cucina

Come si vede il maiale rappresenta il pezzo forte di tale cucina, tanto che Guareschi affermò: «poi c’è il salame, la spalla cotta e il culatello che sono straordinari, tanto che se io dovessi nascere maiale, pregherei Dio di farmi nascere alla Bassa.»

In particolare, nel mondo gastronomico raccontato da Guareschi, il Culatello di Zibello assume un significato particolare: la sua zona di produzione si trova proprio nella Bassa lungo il Po, dove il clima umido e le caratteristiche ambientali hanno favorito nei secoli le tecniche tradizionali di stagionatura. Il culatello diventa così quasi una metafora della Bassa: nascosto nelle cantine, avvolto dalla nebbia, lento nella maturazione e potentissimo nel sapore.

Nel mondo di Guareschi la tavola diventa spesso il luogo nel quale le divisioni vengono temporaneamente superate: Don Camillo e Peppone possono litigare furiosamente sulla politica, ma sono uniti dalle caratteristiche del territorio in cui vivono. Ad esempio nell’episodio in cui Peppone porta a Don Camillo, ricoverato in ospedale, pane, culatello e vino il cibo non rappresenta semplicemente una medicina: diventa il modo per restituire al sacerdote il contatto con la propria terra.

Quella della Bassa di Guareschi è una cucina generosa, legata alla vita contadina, in cui il pane, la pasta, i salumi, il formaggio, il vino e le carni costituiscono una sorta di lingua comune; la torta fritta, i salumi, il Parmigiano Reggiano, gli anolini in brodo, la spalla cotta e i dolci tradizionali raccontano una civiltà gastronomica nella quale la tavola è anche un momento di socialità. La gastronomia delle Terre Verdiane conserva ancora oggi queste caratteristiche: lungo la Strada del Culatello, per esempio, si incontrano Culatello di Zibello, Spalla Cotta di San Secondo, Fortana, Spongata di Busseto e Parmigiano Reggiano.

A completare questo paesaggio gastronomico c'è il vino: nella Bassa il Fortana rappresenta una delle espressioni più caratteristiche del territorio: è un vino che appartiene che accompagna magnificamente salumi e piatti della tradizione; accanto ad esso troviamo il Lambrusco, altro grande protagonista della convivialità emiliana.

Le Terre Verdiane posseggono anche altri cibi di grande qualità: innanzi tutto il Parmigiano-Reggiano qui utilizzato tanto nella cucina quotidiana quanto nelle occasioni festive. Per queste ultime il piatto forte sono certamente gli anolini in brodo, che rappresentano la cucina delle feste e della famiglia, in cui pasta ripiena e brodo diventano il simbolo di una gastronomia domestica. Infine c'è la spongata, dolce antico caratterizzato dal ripieno di frutta secca, miele e spezie, particolarmente legato alla tradizione di Busseto e della Bassa. Il mondo di Guareschi presenta dunque una cucina apparentemente semplice, ma costruita su secoli di storia.

Oggi percorrere le Terre Verdiane significa dunque compiere un viaggio in cui la gastronomia diventa un archivio della memoria: il Culatello racconta la nebbia e le cantine; il Parmigiano racconta le cascine e il lavoro dei casari; la spalla cotta racconta la tradizione norcina; la Fortana racconta la convivialità della Bassa.

Forse è proprio questo il motivo per cui, a distanza di decenni, il Mondo piccolo continua a essere vivo. Non soltanto nei libri e nei film, ma nelle strade di Fontanelle e Roncole, nelle rive del Po, nelle nebbie dell'inverno, nelle osterie e soprattutto nelle tavole delle Terre Verdiane, dove la cultura di una comunità continua a passare, semplicemente, da una generazione all'altra.

Gianluigi Pagano



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