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Con gli asini sulle tracce della Grande Guerra, intervista a Valentina Musmeci

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Valentina, “Dovepensanogliasini” è una rete che hai ideato 4 anni fa, proponendo un ecoturismo che ha alla sua base il trekking someggiato, attività escursionistica “a passo di asino”. Ce ne vuoi parlare? Ecco, in primo luogo è corretto parlare di escursioni “a passo di asino” e non “a dorso di asino” perché in queste escursioni ci si fa accompagnare dall’animale, non gli si monta mai in  sella. Questa rete nasce in Provincia di Trento da un’idea mia, ed è una rete che intende “unire le forze” fra vari allevatori di asini, unire le forze come modello alternativo alla concorrenza sfrenata. L’idea è quella di creare una forma di turismo sostenibile, che metta al centro il territorio e i suoi protagonisti, gli allevatori e gli agricoltori. Questo ecoturismo è davvero sostenibile, perché ogni attività economica mette a disposizione quello che fa in un territorio, e noi tentiamo di valorizzare queste due dimensioni: l’agricoltore, con la sua fattoria che diventa “fattoria...

Il Volo su Vienna di D'Annunzio prese il via dal Castello di San Pelagio a Due Carrare

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Gli SVA lanciarono manifestini alla quota di 800 metri. In alto a destra è individuabile la cattedrale di santo Stefano . Lo SVA di D'Annunzio conservato al Vittoriale Il volo su Vienna del 9 agosto 1918 fu una trasvolata compiuta da 11 Ansaldo S.V.A. dell' 87ª Squadriglia Aeroplani , detta la Serenissima . Dieci erano monoposto, pilotati da Antonio Locatelli , Girolamo Allegri detto fra' Ginepro , Lodovico Censi , Aldo Finzi , Pietro Massoni , Giordano Bruno Granzarolo , Giuseppe Sarti , Francesco Ferrarin , Masprone e Contratti; l'ultimo era un biposto pilotato dal Capitano Natale Palli . Il Maggiore Gabriele d'Annunzio , comandante della Squadra Aerea S. Marco, era nell'abitacolo anteriore; con loro Garibaldo Marussi, di nove anni, figlio di Nino Marussi, scultore fiumano, amico di Gabriele d'Annunzio. Museo dell'aria e dello spazio , San Pelagio , Due Carrare : la "Sala D'Annunzio", ricostruzione ...

Villa Giusti a Padova

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Villa Giusti è una villa presso Padova in località Mandria . Deve la sua fama ai negoziati che vi furono condotti nell'ottobre del 1918 tra le autorità militari italiane e i plenipotenziari austriaci e che nella serata del 3 novembre 1918 portarono alla firma presso la villa stessa dell' armistizio che pose fine alla prima guerra mondiale . Completamente restaurata nel XIX secolo da un'originaria costruzione di proprietà dei Capodilista , nei giorni dell'Armistizio era di proprietà del conte Vettor Giusti del Giardino , di nobile famiglia veneta , già sindaco di Padova dal 1890 al 1897 e senatore del Regno d'Italia dal 1915 . Prima dell'Armistizio, la villa era stata residenza di re Vittorio Emanuele III che, di ritorno dal fronte e per evitare bombardamenti aerei al centro della città di Padova dove aveva stabilito il suo Comando, vi aveva soggiornato dal novembre del 1917 sino al gennaio del 1918 . La sala dove furono condotti i negoziati e ...

L'Armistizio di Villa Giusti a Padova

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Dopo la battaglia di Vittorio Veneto (ottobre-novembre 1918), la sconfitta austriaca si trasformò in rotta non più arginabile e mentre le truppe tentavano di rientrare in patria, alle ore 9:30 del 1 novembre, una commissione mista (italiana ed austriaca), nei pressi di Padova, a Villa Giusti, iniziò i lavori per la stesura del testo dell’armistizio: la resa austriaca. Il 2 novembre da Parigi partì, con un corriere, il testo della bozza e l'imperatore Carlo Alberto, nella mattinata stessa, ne conobbe le condizioni con le disposizioni per lo sgombero oltre i vecchi confini fino alle linee disegnate dagli stessi austriaci sulle carte geografiche. Alle 18:39 del 3 novembre, (nel mentre le nostre truppe entravano nei territori di Trento e Trieste), il comandante del VI Corpo d’Armata austro-ungarico, generale Weber von Webenau, sottoscriveva le clausole dell’armistizio impostegli dal Maresciallo Generale del Regno, Pietro Badoglio. La valenza dell’armistizio sarebbe...

Padova e i bombardamenti nella Grande Guerra

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Per la gran parte dei Padovani la prima guerra mondiale è un fatto lontanissimo, ormai materia solo per gli appassionati di storia, da ritrovare in qualche libro, spesso polveroso, e in qualche film o documentario osservato distrattamente. Invece un legame intenso unisce Padova con gli avvenimenti della Grande Guerra. La nostra città fu infatti "capitale al fronte" dopo i fatti di Caporetto; qui, in zona Santa Croce, e poi nella vicina Abano ebbe sede il Comando Supremo delle Forze Armate e infine a Villa Giusti alla Mandria fu firmato l'armistizio che chiuse il terribile conflitto. Per Padova in quel periodo non ci fu però solo l'onore di illustri ospiti militari, ma anche un concreto prezzo civile da pagare. Se qui la linea del fronte non arrivò mai, arrestando gli austriaci sulla linea del Piave, a Padova giunse una nuova e terribile, per allora, tecnica di attacco: il bombardamento aereo.  Incursioni dal cielo certamente assai limitate se paragona...

Padova e la Grande Guerra

Il progetto 'Comunicare per Esistere, I percorsi della Grande Guerra', fa tappa con la troupe della trasmissione multimediale l'Italia del Gusto a Padova, in collaborazione con il Cenacolo del Gusto dell'Associazione l'AltraTavola. Il Veneto della Grande Guerra non è solo il Piave e il Grappa, ma anche Venezia, Treviso e Padova, tre città che rientrano fin dal 1915 in zona di guerra e che dopo Caporetto acquistano un’importanza fondamentale per la resistenza fino all’offensiva finale di Vittorio Veneto. Spazi urbani militarizzati per la presenza di caserme, ospedali, case del soldato, bordelli e che sono popolati di soldati, ma anche di medici, crocerossine, giornalisti e “borghesi della guerra”. Città che tra il 1917 e il 1918 si ritrovano quasi in prima linea per la vicinanza del fronte, quindi a tutti gli effetti le città “nazionali” della guerra italiana.

I prodotti del Salento della Selezione Chironi presentati da Luca e Giovanna Vidorin al VI festival Europeo del Gusto

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Giovanna e Luca Vidorin, titolari del Panificio Il Tuo Forno di Trevignano (Treviso), hanno proposto in degustazione al VI Festival Europeo del Gusto a Quero, alcune delle delizie di casa Chironi. L’ Azienda Chironi (Martano,Lecce), nasce con l'ambizioso progetto di valorizzare la propria produzione olearia e la gastronomia tipica della penisola Salentina. Il mercato di riferimento si identifica in una clientela attenta alla qualità e genuinità del prodotto, nonché a certi sapori della dieta Mediterranea sempre meno riscontrabili nel prodotto medio, offerto dalla corrente industria alimentare. La strategia aziendale di ricercare sempre dei nuovi prodotti particolari, ha il preciso intento di far scoprire e assaporare ai clienti, le vecchie e nuove prelibatezze che il ricco panorama enogastronomico Salentino offre. In tal modo la gamma della Selezione Chironi è in continua evoluzione, arricchendosi ogni anno di novità. Così, sulla rustica tavola di un Molino...