Tour Enogastronomico alla scoperta del territorio bordolese - “Bordeaux Wine Tour 2026” di Antonella Pianca e Giovanni Damian
Situata nel sud-ovest della Francia, Bordeaux è l’indiscussa capitale mondiale del vino, il punto di riferimento per i vini rossi strutturati dal grande potenziale evolutivo, la cui fama è legata a doppio filo alla storica classificazione del 1855, voluta da Napoleone III in vista dell’esposizione universale di Parigi. In quell’occasione i vini rossi furono iscritti in cinque classi di merito, da Premier Cru, a Cinquième Cru Classé, mentre la classificazione dei vini bianchi si limitò ai vini dolci di Sauternes e Barsac.
Un territorio ricco di storia, celebre per i suoi prestigiosi Châteaux, tra i quali Château Lafite Rothschild, Château Latour, Château Margaux e Château Cheval Blanc, i cui vini hanno raggiunto prezzi ragguardevoli sul mercato internazionale. Tuttavia accanto a queste icone, non è difficile trovare produttori meno blasonati, che offrono vini di qualità ad un costo decisamente inferiore.
Il grande “vigneto bordolese” si estende lungo il dipartimento della Gironda in Aquitania. L’area è tradizionalmente suddivisa in tre macro zone delimitate dal percorso di due grandi fiumi: la Garonna e la Dordogna. Le aree sono: la Rive Gauche che ospita le celebri zone del Médoc, delle Graves e del Sauternais; la Rive Droit, a nord di Bordeaux, che comprende - tra le altre - le altrettanto prestigiose zone di Saint-Émilion e Pomerol; l’Entre-Deux-Mers, l'area estesa tra la Garonna e la Dordogna, che è la meno celebre delle tre ed è storicamente conosciuta per la produzione di vini bianchi secchi e aromatici oltre che per rossi fruttati e di facile beva.
Il modello produttivo è il taglio bordolese ossia il tipico assemblaggio dei grandi vini rossi della regione. La base è composta da: merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc, a cui si aggiungono in proporzioni minoritarie malbec, petit verdot e carménère.
Le degustazioni riportate fanno parte degli appunti del mio taccuino di viaggio nel territorio bordolese, raccolti nei primi giorni del mese di giugno 2026. Un fantastico tour che mi ha fatto conoscere più da vicino le sfumature e la complessità di questa regione vinicola, un’esperienza di condivisione vissuta assieme ad amici sommelier e appassionati di vino, guidati da due professionisti del settore che hanno fatto di una passione il loro lavoro.
Château Frédignac - Saint Martin Lacaussade
Château Frèdignac è una azienda vinicola a conduzione familiare, fondata nel 1919 da Jean-Marie L'Amouller. La tenuta si trova a Saint Martin-Lacaussade, nel dipartimento della Gironda, all’interno della AOC Blaye Côtes de Bordeaux.
Dal 2012 Vincent L’Amouller e Ludivine Lemaitre, entrambi laureati in scienze ambientali, gestiscono l’azienda rimanendo fedeli ai valori storici che hanno decretato il successo dello Château. Il loro obiettivo è la produzione di vini autentici, pura espressione del territorio.
La superficie vitata si estende su 15 ettari, caratterizzati da suoli di matrice calcarea. Le vigne hanno un’età media di 35 anni. La varietà principale è il merlot, affiancato da cabernet sauvignon, cabernet franc, malbec apprezzatie carménère; le varietà a bacca bianca sono invece il sauvignon e il sémillon.
In campagna i lavori vengono eseguiti con un approccio naturale, secondo le regole dell’agricoltura biologica. Dall’anno 2019 l’azienda aderisce anche al rigoroso disciplinare francese “Nature & Progrès”, istituito nel 1964, seguendo una lavorazione accurata e coscienziosa che non ricorre a prodotti chimici di sintesi né OGM, al fine di mantenere la vitalità e la fertilità dei suoli, nel rispetto dell’ambiente e della tutela della biodiversità.
Il risultato sono vini sani e di qualità, dotati di personalità ed espressività. Come ci racconta Vincent, le fasi della vinificazione si svolgono con meticolosità per far emergere le qualità aromatiche delle diverse uve, raccolte a piena maturazione. Si utilizzano i soli lieviti indigeni e l’anidride solforosa è aggiunta in minime dosi, inoltre i vini non vengono filtrati. Tutti i vini sono certificati biologici.
La degustazione ci ha fornito una panoramica completa dei vini dello Château. Questi alcuni dei vini più significativi che abbiamo assaggiato.
La Favorite 2019 - AOC Blaye Côtes de Bordeaux - alc. 13,5% vol. - cuvée da uve merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc
Il profilo aromatico è caratterizzato da sentori di frutta rossa matura di mora e prugna, impreziositi da sfumature speziate e da un’elegante nota di tabacco e sottobosco. Al palato l’ingresso è avvolgente, sostenuto da una fine trama tannica e da una piacevole acidità che ne sostiene la persistenza. Un sorso seducente. L’etichetta rende omaggio al fondatore di Château Frédignac.
Merlot a la Bouche 2025 - “Un grand choc oenologique!” - alc. 12,5% vol. - 100% merlot
Colore rosso rubino dai riflessi violacei. Al naso si rivela piacevolmente fruttato, con sentori di ciliegia e lampone. Al palato l’ingresso è morbido, sorretto da tannini levigati, seguiti da una vivace freschezza e da un pizzico di sapidità. Un calice schietto e dinamico, che invita al piacere della condivisione. Da servire leggermente fresco in accompagnamento a taglieri di salumi o formaggi a pasta morbida. Ottimo per una cena informale. Questo vino viene presentato in bottiglia da 1 litro, “formato famiglia”.
Le Bateau ivre rouge 2022 - AOC Blaye Cotes de Bordeaux - alc. 13 % vol. - da uve carménère e cabernet sauvignon
Un vino articolato e complesso, vinificato e affinato in anfora di gres. Note intense di frutta rossa matura di amarena, mora, prugna e di erbe aromatiche si fondono con sentori di pepe, noce moscata e liquirizia. Il sorso è materico e vellutato con una fine e fitta trama tannica, perfettamente integrata, e con una viva freschezza. Il finale è persistente, con nitidi ricordi fruttati. Vino fine, equilibrato, che si esprime evolvendosi nel bicchiere. L’etichetta “Le Bateau Ivre” si ispira all’opera omonima di Arthur Rimbaud del 1871.
Menziono anche i seguenti vini “Petillant Naturel”, o naturalmente frizzanti, che appartengono alla gamma “Les Atypique”, nei quali si riesce a riconoscere una artigianalità senza artifici.
Coince ta Bulle rosé - alc. 12 % vol. - 100% merlot
Vino rosato da uve merlot che ha conquistato per la vivacità e la franchezza dei profumi di frutti di bosco a bacca rossa. Una beva accattivante di grande piacevolezza, con una bolla leggera che accarezza il palato. Vinificato senza additivi è un vino salubre ed autentico, assolutamente non banale.
Coince ta Bulle blanc - alc. 11 % vol. - 100% sémillon
È un delizioso vino frizzante, leggermente aromatico, di grande freschezza. Al palato è succoso con un’effervescenza fine e delicata e gradevole finale sapido. Compagno ideale per un aperitivo in terrazza dopo una soleggiata e calda giornata estiva.
Château Bardins - Cadaujac
Château Bardins è una storica tenuta vinicola, di proprietà della famiglia Bernardy de Sigoyer dal 1903. L’azienda è situata nel comune di Cadaujac, nel dipartimento della Gironda, vicino alla città di Bordeaux. La tenuta sorge nel cuore della denominazione AOC Pessac-Léognan celebre sia per i suoi vini rossi strutturati, longevi, e dai tannini eleganti - grazie al suo suolo tipicamente ghiaioso - sia per la produzione dei rinomati vini bianchi secchi delle Graves.
La superficie vitata di 9,5 ettari è inserita in un ambiente naturale ricco di biodiversità, grazie alla presenza di prati, alberi e foreste. Le varietà a bacca rossa sono i tipici vitigni bordolesi merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc, mentre quelle a bacca bianca sono sauvignon, sémillon e muscadelle.
La visita allo Château è iniziata con una passeggiata tra i filari, accompagnati da Madame Stella Puel, custode di quinta generazione dei valori della famiglia. La filosofia aziendale si basa sull’impegno nella sostenibilità, adottando pratiche agricole che preservano il delicato equilibrio dell’ecosistema. Infatti l’azienda è munita di certificazione biologica e della conformità ai requisiti della norma ISO 14001 “Alta Qualità Ambientale”.
In vigna il legame con la terra si esprime con un lavoro minuzioso ed interamente manuale, dalla cura delle piante fino alla raccolta delle uve. Sono esclusi i trattamenti fitosanitari di sintesi, si utilizzano unicamente trattamenti a base di zolfo, rame, e tisane di erbe. In cantina le lavorazioni rispettano le caratteristiche dei vitigni e valorizzano l’autentica espressione del terroir di Pessac-Léognan. La vinificazione avviene in modo spontaneo, grazie ai soli lieviti indigeni naturalmente presenti sulle bucce delle uve.
Questi alcuni dei vini degustati nella cantina dello storico Château.
Château Bardins 2021 - AOC Pessac -Léognan - Grand Vin de Bordeaux – alc. 13 % vol. - da uve 35% merlot, 25% cabernet franc, 40% cabernet sauvignon
Luminoso rosso rubino. Al naso fini ed eleganti profumi floreali e di frutta rossa, sono accompagnati da sfumature speziate e una delicata nota fumé. Al palato la freschezza e la morbidezza sono sostenute da una tensione dinamica, legata alla trama tannica. Un vino di carattere dotato di un eccellente potenziale di invecchiamento.
L’età media delle viti, coltivate su suolo argilloso-calcareo, è di 25 anni. Il vino subisce una macerazione da 3 a 5 settimane ed affina 12 mesi in botti di rovere. Nel 2024 ha ottenuto la Médaille d’or au concours Féminalise 2024. Si consiglia di accostarlo a piatti di cacciagione e selvaggina.
Le Souffle de Bardins 2021 - “L’esprit BORDEAUX” - AOC Pessac-Léognan - alc. 12,5% vol. - da uve 90% merlot, 10% cabernet sauvignon
Rosso rubino brillante con riflessi purpurei. Al naso il bouquet è dominato da aromi di piccoli frutti a bacca rossa, tra cui spiccano la ciliegia matura e il lampone. Il sorso rivela una struttura morbida, bilanciata da una gradevole freschezza. I tannini sono ben integrati. Sul finale le note minerali conferiscono raffinatezza, regalando una beva di grande piacevolezza.
Les Helloties - Réserve 2018 - AOC Pessac-Léognan - alc. 14% vol. - da uve cabernet franc 70%, cabernet sauvignon 20%, merlot 10%
Espressione di complessità e finezza, questo vino viene prodotto solo nelle migliori annate, l’ultima delle quali è stata la 2018. I profumi di spezie e frutti sono avvolgenti, al palato è profondo, con tannini decisi e ben integrati. Finale lungo e persistente. Vino longevo che interpreta in modo sublime il territorio e l’andamento stagionale.
Suolo ghiaioso con argille e calcari; età media delle vigne 33 anni. La vendemmia, come si è detto rigorosamente manuale, è iniziata il 24 settembre 2018. Macerazione da 3 a 5 settimane e affinamento in barrique per 12 mesi. Prodotto in sole 2068 bottiglie, si abbina perfettamente con il boeuf bourguignon, uno dei grandi classici della cucina francese.
Da segnalare inoltre
Château Bardins Blanc 2025 - AOC Pessac -Léognan - Grand Vin de Bordeaux – alc. 14 % vol. – da uve 35% sauvignon, 35% sémillon, 30% muscadelle
Un vino bianco secco con note floreali e fruttate, che si fondono con lievi sentori speziati e una sottile vena minerale. In bocca avvolge il palato con una trama setosa ed una vivace freschezza.
La visita si è conclusa nei giardini dello chậteau con un piacevole pranzo all’aperto. Un’esperienza sensoriale che ha unito buon cibo, ottimo vino, tradizione e piacere della condivisione. Un momento di relax, immerso in un’atmosfera accogliente. Un sentito ringraziamento a Madame Stella Puel per la splendida ospitalità.
Château d’Yquem - Sauternes
La visita al leggendario Château d’Yquem, situato sulla sommità di una collina a Sauternes, a sud di Bordeaux, e unico a essere insignito del titolo di Premier Cru Supérieur nella classificazione del 1855 a testimonianza della sua eccellenza, è una tappa ambita dagli appassionati del vino anche per il suo valore storico e culturale.
Il Sauternes è uno dei vini dolci più preziosi. La sua produzione si basa su rese ridottissime, raccolta manuale acino per acino in più passaggi e l’azione della muffa nobile “botrytis cinerea” favorita dalle nebbie mattutine, generate dalle particolarissime condizioni microclimatiche del luogo. Da ogni ceppo di vite si ricava un solo bicchiere di vino!
Una visita guidata istruttiva ed emozionante ai giardini, ai vigneti della tenuta ed alla cantina di affinamento, che si è conclusa con la degustazione dello Chateau d’Yquem 2016 - AOC Sauternes - Premier Cru Supérieur.
Ottenuto da uve sémillon e sauvignon blanc, si presenta di un luminoso e vivace giallo dorato. Le complesse note olfattive di albicocca, pesca, mango essiccato e di fiori di tiglio sono accompagnate da richiami di pasticceria, frutta candita e miele, insieme a note speziate che ricordano lo zenzero, lo zafferano e la cannella. Al palato esprime finezza ed eleganza, grazie anche al perfetto equilibrio fra la dolcezza e una decisa freschezza.
Fra le migliori annate si possono ricordare quella del 1945, che raccontano come assolutamente memorabile, e la più recente 1990. Nelle annate più recenti la 2021 è stato un millesimo fresco, slanciato ed elegante, basato sull’equilibrio tra una vivace acidità e la dolcezza, la 2022 un’annata segnata da caldo e siccità che ha dato luogo ad un vino voluttuoso, e la 2023 una sintesi perfetta delle due precedenti.
Come ci è stato spiegato, la vinificazione avviene solamente se le condizioni climatiche dell’annata lo consentono. Ad esempio il Sauternes di Chateau d’Yquem non è stato prodotto nel 2012 a causa di condizioni metereologiche sfavorevoli, tra cui una primavera molto umida, seguita da siccità nel mese di settembre che ha ritardato la comparsa della muffa nobile.
Il filo conduttore di questo viaggio nella storica regione vinicola bordolese, la cui origine risale fino all’epoca romana, è stato il vino.
Come scrive Rocco Ronchi, nella prefazione al libro di Sandro Sangiorgi, “L’invenzione della gioia - Educarsi al vino”,
“Scrivere del vino, raccontare, ad esempio, una degustazione, è la cosa più difficile, ma è anche un impegno al quale non ci si può sottrarre”.
Spero di essere riuscita a raccontare, con chiarezza e senza troppi tecnicismi, le mie emozioni e le sensazioni racchiuse nei calici, suscitate da vini di un terroir eccezionale, che sono il risultato di un lavoro virtuoso - dalla vigna alla bottiglia - legato alla biodiversità e alla tutela dell’ambiente e del paesaggio.
Durante il nostro viaggio non sono mancate le opportunità di scoprire la meravigliosa città di Bordeaux e di visitare la Cité du Vin, il museo dedicato ai luoghi ed alla cultura mondiale del vino. Ottima la degustazione di ostriche nel Bassin d’Arcachon, direttamente dai produttori locali, preceduta dall’escursione alla vicina Dune du Pilat, la duna più alta d’Europa. Suggestiva anche la visita alla Citadelle de Blaye, un imponente complesso fortificato costruito nella seconda metà del XVII secolo, inserito nel patrimonio mondiale dell’Unesco.
Un doveroso ringraziamento a Petit Vigneron di Lancenigo di Villorba (TV) per la competenza e la passione dimostrata per il complesso e variegato mondo del vino. Grazie alla loro attenta organizzazione, il nostro tour enogastronomico è stata un’esperienza indimenticabile.
Antonella Pianca
Fotografie di Giovanni Damian ©2026
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