Eurovinum – I vini di Corte Guarinona nei progetti europei


L’iniziativa voluta da Borghi d’Europa nell’ambito del progetto L’Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico Ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriativo ionica), in occasione del turno di Presidenza Italiana alla IAI, ha portato alla collaborazione informativa con la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini e la Strada del Po.


Così è avvenuto l’incontro con Chantal Smet e la sua azienda agricola Corte Guarinona.
Situata nelle Terre Rosse Antiche dei Colli Piacentini, l'azienda è presente in Val Nure da quattro generazioni.




“ Occorre risalire al 1878 quando il bisnonno Giuseppe, originario di Castione, era arrivato in queste contrade occupandosi di allevamento.

I nonni Serafino e Alberta avevano proseguito la storia, con i vigneti e i cereali. Insomma una naturale evoluzione dell’azienda agricola, che via via si specializzò nella viticoltura, pur mantenendo i prati stabili. Da oltre dieci anni abbiamo raggiunto l’obiettivo dei certificati biologici. “


La produzione di varietà locali ha interessato i giornalisti di Borghi d’Europa, impegnati fino al 2027 nelle iniziative di VERONELLIANA, Camminare la Terra, per ricordare Luigi Veronelli.

La produzione di vini autoctoni è sempre stata al centro dell’interesse di Veronelli : “ ….un fine intellettuale, un filosofo, un geniale scrittore e giornalista, un editore, un pensatore vocato a valorizzare la civiltà contadina e i prodotti enogastronomici.



“ La Malvasia di Candia, il gutturnio….. con certificazione biologica delle uve, sono il cuore della

nostra produzione – osserva Chantal -, con barbera e bonarda. I clienti sono per davvero affezionati,

clienti privati che giungono anche da lontano, dalla Germania, dalla Lombardia, assecondando la

vocazione internazionale della nostra Famiglia, di origine fiamminga da parte paterna”


Non poteva mancare, nella personalissima Collezione di Chantal, il Gutturnio Metodo Classico 24 mesi.

Come tanti vini dello Stivale, anche il Gutturnio vanta origini nobili e lontane nel tempo. Pare infatti che a codificarne la produzione, in epoca Romana, sia stato Lucio Calpurnio Pisone, politico di spicco del I secolo a. C. Prima questore, poi edile, quindi console, era nientemeno che il suocero di Giulio Cesare: la figlia, Calpurnia, divenne la terza ed ultima moglie dell’Imperatore. La madre, invece, era piacentina, ed a questo particolare si fa ricondurre la storia del Gutturnio a Lucio Calpurnio Pisone, la cui passione per il vino, del resto, fu ampiamente ridicolizzata da Cicerone nel suo “In Pisonem”, discorso in cui l’oratore si scagliò contro le scelte politiche di Pisone che, per tutta risposta, ne decise l’esilio, nel 54 a. C.


In epoca più recente, il nome Gutturnio torna solamente nel 1938, su proposta dell’enologo Mario Prati, ispirato dal ritrovamento, avvenuto qualche decennio prima (nel 1878) di una grande coppa d’argento, il “gutturnium”, sulle sponde piacentine del Po. L’anno successivo, nel 1939, il nome Gutturnio, finalmente, finisce per la prima volta sull’etichetta di una bottiglia di vino. Diventa, nel 1967, una delle prime Doc d’Italia, ed è dello stesso anno il disciplinare che ne regolamenta la produzione, indicando, negli anni successivi, le varie tipologie: Gutturnio Classico, Gutturnio Classico Riserva, Gutturnio Classico Superiore, Gutturnio Frizzante, Gutturnio Riserva e Gutturnio Superiore, tutti, però, prodotti da due vitigni simbolo del piacentino, Barbera e Croatina.


Fino a maggio 2027 giornalisti e comunicatori visiteranno i borghi e i territori scelti, secondo la logica veronelliana delle visite in incognito.

Un progetto,dunque, finalizzato ad informare chi informa, secondo una logica culturale ‘altra’ : l’informazione condivisa.

I servizi, le annotazioni dei giornalisti non verranno pubblicati prima della discussione e

dell’approvazione da parte dei soggetti intervistati e/o raccontati.




Così va bene !

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