Piadina Romagnola: la Romagna a tavola
Pochi prodotti rappresentano un territorio quanto la Piadina Romagnola: qualsiasi menu veramente romagnolo non potrà mai dimenticarla, non foss’altro come sostituto del pane!
Simbolo della convivialità e della cucina contadina, Questo semplice disco di pasta, che Giovanni Pascoli definì:”il pane nazionale dei Romagnoli", racchiude infatti secoli di storia, cultura e identità gastronomica ed ancora oggi, da alimento quotidiano delle famiglie rurali è divenuto protagonista dello street food italiano e continua a conquistare il palato di milioni di persone senza perdere il legame con le proprie origini, che risalgono all'antichità.
Preparazioni simili erano infatti già conosciute in epoca romana, quando impasti di farina e acqua venivano cotti su pietre roventi o lastre di terracotta; nel corso dei secoli, essa è diventata il "pane" delle campagne romagnole: economica, nutriente e realizzata con pochi ingredienti facilmente reperibili.
L’autentica Piadina Romagnola, deliziosa in ogni occasione
Dal 2014, poi, la Piadina Romagnola è tutelata dal marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta), che ne garantisce autenticità, qualità e rispetto del disciplinare produttivo.
Il disciplinare IGP distingue due principali tipologie:
Piadina Romagnola tradizionale, tipica delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e parte dell'entroterra: più spessa (4-8 mm), friabile e compatta.
Piadina Romagnola alla Riminese, più sottile (circa 3 mm), ampia, morbida e particolarmente flessibile, ideale per essere arrotolata.
Ingredienti (per 6 piadine)
500 g di farina 0 oppure 00
80 g di strutto (oppure olio extravergine d'oliva)
8 g di sale
circa 220 ml di acqua tiepida
1 cucchiaino di lievito per dolci non vanigliato (facoltativo)
Procedimento
Mescolare farina e sale; incorporare lo strutto e lavorare l'impasto. Aggiungere gradualmente l'acqua fino a ottenere una pasta liscia ed elastica; lasciare riposare l'impasto per circa 30 minuti, poi dividere in palline e stendere con il mattarello. Cuocere su un ”testo“ romagnolo, una piastra in ghisa o una padella molto calda per circa 2 minuti per lato, fino alla comparsa delle caratteristiche macchie dorate.
La piadina va gustata preferibilmente appena cotta, quando mantiene tutta la sua fragranza. La sua versione più celebre è quella con:
Squacquerone DOP
Prosciutto crudo
Rucola fresca
ma la tradizione romagnola propone anche numerose alternative, ad esempio con:
salsiccia e cipolla;
erbe di campo saltate (crescione, cicoria, bietole);
porchetta;
salame e pecorino;
verdure grigliate;
funghi e formaggi locali.
Esiste inoltre il celebre crescione (o cassone), una variante chiusa e farcita prima della cottura.
La piadina è estremamente versatile e si presta a diversi abbinamenti con i vini dell'Emilia-Romagna:
Piadina con squacquerone e rucola per cui Il vino ideale è un Albana di Romagna DOCG Secco, capace di sostenere la cremosità del formaggio con la sua buona freschezza.
Piadina con prosciutto crudo
Perfetto un Sangiovese di Romagna DOC, giovane e poco tannico, che accompagna il sapore del prosciutto senza sovrastarlo.
Piadina con salumi misti
Ottimo anche un Centesimino oppure un Lambrusco secco e vivace, capace di detergere il palato grazie alla sua effervescenza.
Piadina vegetariana
Con verdure grigliate o erbe spontanee si sposano bene un Trebbiano di Romagna DOC oppure una Rebola Colli di Rimini DOC, freschi e aromatici.
Piadina con salsiccia
Per farciture più ricche è consigliabile un Sangiovese Riserva, caratterizzato da maggiore struttura e persistenza.
La Piadina Romagnola è il racconto di una terra generosa, della cultura contadina e della convivialità tipica della Romagna. Che venga gustata in un chiosco sul mare, durante una festa di paese o preparata in casa, ogni piadina racconta una storia fatta di tradizione, semplicità e autentico piacere della tavola.
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