- Il Cammino delle Identità - I croati del Molise: Montemitro
La popolazione croata, per fuggire all’invasione ottomana dovette lasciare le sponde orientali dell'Adriatico, trovando rifugio all’interno di alcuni feudi nel Regno di Napoli. Questi territori furono gestiti prima dall’Ordine di Malta ed in seguito dalla nobile famiglia dei Siliberto Neri, marchesi di Acquaviva Collecroce e baroni di Montemitro. Fra i paesi in cui si insediarono; uno tra i più importanti è Montemitro (in croato: Mundimitar), la cui esistenza risale almeno all’anno 1024, che si trova nel Molise, al confine con la regione Abruzzo. Dista dal mare Adriatico, circa 25 km. ed è situato su una collina di 508 m s.l.m.; il suo clima pertanto è eccellente. La lingua della parlata locale è il croato.
Nel basso Molise, in zona Monte Mauro (foto Donato Genovese).
Ancora oggi, nel paese, ci sono tracce dell’antico dialetto dalmata. A circa tre chilometri dal centro abitato, infatti, si trova località Selo, che in croato significa appunto villaggio. Probabilmente fu questo il primo insediamento dei primi coloni.
Il nucleo storico, raccolto attorno alla chiesa di Santa Lucia, costituisce
l’originaria Muntimitar. Il nome, poi, ha subito numerose trasformazioni.
Il paese è noto per la lavorazione dei tessuti. Ad essere coltivati erano il lino e la canapa. Il lavoro di tessitura era competenza esclusivamente delle donne, infatti gli uomini si occupavano solo della semina.
Tra le manifestazioni più importanti c’è la già citata Festa della Cappella di Santa Lucia e asta dei dolci. Ogni anno, la domenica successiva alla Pasqua, la comunità si riunisce al mattino per raggiungere la cappella di Santa Lucia. Una volta giunti si celebra la messa, al cui termine vengono distribuiti i panini benedetti. Dopo la messa si tiene l’asta dei dolci. La Santa, patrona del paese, viene anche festeggiata l’ultimo venerdì di maggio.
Paesaggio urbano
All’ evento è il Palio di San Rocco e spaghettata aglio e olio. San Rocco è il compatrono di Montemitro e viene celebrato con un palio piuttosto singolare: al posto dei cavalli, si corre con gli asinelli. Le quattro contrade, Castello (Kašteja), Piazza (Kjatca), Sant’Angelo (Prstamanđeja), Tre Croci (Tri križa), addobbano l’asino con il colore che le contraddistingue. Una volta concluso il palio, si festeggia tutti insieme e, per l’occasione, la comunità organizza una gigantesca spaghettata aglio e olio.
L’ultima manifestazione fa parte dei riti del fuoco di Natale ed è il Prlj, un cono rovesciato in legno di ginepro che viene arso la notte della vigilia di Natale.
La cucina, oltre a prodotti come salumi, vini, olio e formaggi, comprende anche piatti come la “paparolizzata”, che unisce pietanze tradizionali quali patate lesse con paprika, sarde fritte, peperoni secchi fritti. Altro piatto tipico è la testina di agnello con cacio e uovo e patate al forno. Un altro gli spaghetti alla chitarra conditi con mollica di pane fritta. Tra quelli tradizionali croati sono da menzionare i kolači, biscotti ripieni di marmellata e frutta secca. In ultimo la ventricina alla paparolica (paprica).
a cura di Gianluigi Pagano
Gianluigi Pagano
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