Le città di fondazione

 



Le Città di Fondazione rappresentano uno dei capitoli più interessanti dell’urbanistica italiana del Novecento: centri abitati progettati e costruiti ex novo, spesso in tempi rapidi, secondo un disegno politico. In Italia, il fenomeno si sviluppò soprattutto al periodo tra gli anni ’20 e ’40 del XX secolo, quando il regime fascista promosse la creazione di nuovi centri urbani, in particolare nelle aree bonificate, con il duplice scopo: da un lato valorizzare territori malsani o improduttivi come le paludi, dall’altro creare nuove comunità agricole e industriali; altre volte però furono le Aziende stesse a creare queste città ad uso dei propri dipendenti.

L’esempio più noto di tali Città è quello dell’Agro Pontino, dove la bonifica delle paludi portò alla nascita di città moderne, ordinate e dotate di servizi essenziali e caratterizzate da piazze monumentali, edifici pubblici in stile razionalista e da un impianto urbanistico gerarchico, che rifletteva una visione politica precisa dello spazio e della società.

Tra queste città ricordiamo: Latina (fondata come Littoria), Sabaudia, Pontinia, Aprilia, Pomezia e Guidonia Montecelio. Quest’ultima è particolarmente interessante in quanto sorge alle porte di Roma e affonda le sue radici negli anni Trenta, in pieno periodo fascista. La città fu progettata come centro legato allo sviluppo aeronautico e militare, grazie alla presenza dell’aeroporto e del centro sperimentale dell’Aeronautica. Il suo impianto urbanistico riflette i principi razionalisti dell’epoca: ampi viali, edifici pubblici monumentali e una chiara suddivisione degli spazi. Ancora oggi, Guidonia conserva questa impronta, pur essendosi evoluta in una realtà urbana complessa e popolosa, integrata nell’area metropolitana romana.

Il fenomeno delle città di fondazione non riguarda tuttavia solo il Lazio: esempi significativi si trovano in tutta Italia, con finalità diverse, dall’industria all’assistenza sociale. Ecco alcuni casi particolarmente interessanti:

Alghero

Pur non essendo una città di fondazione in senso stretto, la sua storia urbana è stata profondamente segnata da rifondazioni e riorganizzazioni, a partire dal periodo medievale fino agli interventi più moderni. La “città catalana di Sardegna”, così chiamata per le sue influenze linguistiche e culturali, presenta un centro storico fortificato affacciato sul mare, frutto di una pianificazione difensiva e commerciale. Nel corso del tempo, Alghero ha conosciuto una crescita urbanistica che ha mantenuto un equilibrio tra tradizione e sviluppo turistico, diventando oggi una delle mete più importanti dell’isola.

Piazzola sul Brenta

Sebbene non sia una città di fondazione in senso stretto Piazzola sul Brenta rappresenta un importante esempio di “città aziendale” che fu sviluppata tra Ottocento e Novecento attorno al complesso industriale dei Camerini. Qui l’urbanistica è strettamente legata alla produzione: case per operai, servizi e spazi pubblici sono pensati per sostenere la vita della comunità lavorativa

Bertinoro

Non è una città di fondazione nel senso classico, essendo un borgo medievale. Tuttavia, è simile ad esse perché ha conosciuto interventi urbanistici nel Novecento che ne hanno ridefinito alcune funzioni, soprattutto in chiave turistica e culturale. È quindi un esempio di come il concetto di “rifondazione” possa riguardare anche centri storici.

Fertilia

Fertilia, vicino ad Alghero, nasce negli anni ’30 come borgo agricolo di bonifica; dopo la Seconda guerra mondiale, poi, assume un ruolo del tutto particolare, divenendo luogo di accoglienza per esuli istriani e dalmati. La sua identità si trasforma così da progetto agricolo a comunità segnata dalla memoria dell’esodo, rendendola un caso unico tra le città di fondazione italiane.

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Crespi d'Adda

Crespi d’Adda è forse il più celebre esempio di villaggio industriale pianificato in Italia, tanto da essere oggi patrimonio UNESCO. Nato alla fine dell’Ottocento per volontà della famiglia Crespi, il villaggio era organizzato attorno alla fabbrica e offriva ai lavoratori abitazioni, scuola, chiesa e servizi non è legata alla politica statale ma all’impresa privata, con una visione paternalistica: l’azienda non solo dava lavoro, ma modellava l’intera vita sociale dei dipendenti.

Oggi le città di fondazione rappresentano un patrimonio storico e architettonico complesso, che da un lato testimonia un periodo controverso della storia italiana; dall’altro costituiscono esempi di pianificazione urbana avanzata, ancora studiati da architetti e urbanisti: passeggiare nelle piazze di Sabaudia o tra le case ordinate di Crespi d’Adda significa entrare in un’idea di città pensata in ogni dettaglio, dove lo spazio urbano diventa espressione di un progetto politico, economico o sociale. Un’eredità che continua a interrogare il presente: quanto può e deve essere progettata una città?

Gianluigi Pagano

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