Il Montenegro e l'Europa

 Il Montenegro (arcaico Montenero; in montenegrino Црна ГораCrna Gora?ascolta) è uno Stato europeo, situato nella penisola balcanica, che si affaccia sul mare Adriatico. Confina con la Serbia a nord-est, la Croazia a ovest, la Bosnia ed Erzegovina a nord-ovest, il Kosovo a est e l'Albania a sud-est. Conta 633 537 abitanti e una superficie di 13812 km²; la densità di popolazione è di 43,6 ab./km². La capitale è Podgorica (raramente, in italiano, Podgorizza; dal 1946 al 1992, Titograd, letteralmente "città di Tito".)

Fino al 2 giugno 2006, la Repubblica del Montenegro è stata unita alla Repubblica di Serbia con il nome di Serbia e Montenegro. Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è diventato uno Stato indipendente, proclamato a seguito dell'esito del referendum sull'indipendenza del 21 maggio precedente. È membro dell'ONU. Il 2 dicembre 2015 ha ricevuto l'invito ufficiale ad aderire alla NATO e il 28 aprile 2017 vi è entrato ufficialmente, dopo approvazione parlamentare, come 29º membro. È membro dell'Iniziativa Adriatico Ionica, che ha lo scopo di favorire il processo di integrazione dei paesi balcanici nell'Unione europea.

Territorio

Il territorio della Repubblica del Montenegro è soprattutto montuoso e interessato da fenomeni carsici; qui si trovano le Alpi Dinariche con la vetta del Monte Durmitor. Verso sud troviamo il Monte Lovćen.

Il Paese confina a nord-ovest con la Bosnia ed Erzegovina e la Croazia, a sud con l'Albania, a nord-est con la Serbia, a est con il Kosovo; è bagnato a sud - ovest dal mare Adriatico. Si estende su una superficie di quasi 14000 km² e un’estensione costiera di 200 km.

Etimologia

Il nome fa riferimento al colore scuro e intenso delle foreste che un tempo coprivano le Alpi Dinariche, così come era possibile vederle dal mare. Nella maggior parte delle lingue europee non slave e in altre lingue nel mondo si è affermato il termine italiano introdotto dai Veneziani.

Un'altra tesi suggerisce che il nome Montenegro derivi dal nome della famiglia imperiale bizantina dei Comneni. Un'altra tesi ancora fa derivare il nome dal fatto che ancora in epoca medievale l'area fosse abitata da popolazioni romanze, dette appunto nigri latini, che nel passare dei secoli si slavizzarono, come avvenuto anche in altre aree dell'ex Jugoslavia (cfr. morlacchi).

Storia


Nell'Alto Medioevo il Montenegro, denominato dapprima Duklija, fu un principato semi-indipendente, a capo del quale si avvicendarono numerose dinastie e numerosi governanti.

A partire dal XII secolo la regione, con il nome di Zeta, fu incorporata nel Regno di Serbia governato dalla dinastia Nemanjade, sotto il cui controllo rimase fino al XIV secolo, quando l'Impero serbo cominciò a sgretolarsi a fronte delle pressioni espansionistiche turco-ottomane.[8]

Quando i Turchi conquistarono i Balcani nel XV secolo, anche il Montenegro cadde sotto il loro dominio diretto, con l'eccezione della parte costiera che, dal 1420 al 1797, rimase stabilmente in mano alla Repubblica di Venezia, mantenendo anche legami e caratteristiche veneziane tuttora presenti.

Il governo del Paese fu affidato dal 1516 al primo dignitario spirituale, metropolita o vladika. Alla fine del XVII secolo i Turchi subirono numerose sconfitte per opera dell'Austria. L'indebolimento dell'Impero ottomano permise al Montenegro di ottenere una certa autonomia. Divenne un Paese tributario dell'Impero ottomano, governato dai propri principi-vescovi (che avevano il titolo di "vladika"). Questi vladika, per quanto riguarda la loro funzione religiosa, erano metropoliti dipendenti dal Patriarcato serbo-ortodosso. Nel 1697, con l'elezione del vladika Danilo della famiglia Petrović Njegoš, la carica divenne ereditaria nella dinastia Petrović Njegoš.



Chiesa San Marco a Perasto (Peraście) costruita nel 176Nel corso dell'Ottocento si ebbero varie guerre turco-montenegrine, attraverso le quali il piccolo Stato riuscì ad allargare i propri confini. Il principe Danilo II (1826) fu nominato erede dal nonno Pietro II (deceduto il 19 ottobre 1851).

Nel 1852 il vladika, sempre della dinastia Petrović-Njegoš, rinunciò alla carica ecclesiastica, conservando il solo potere temporale, e prese il titolo di principe ("Knjaz") con il nome di Danilo I, creando una dinastia laica di primogenitura maschile. Danilo morì a Cattaro il 13 agosto 1860 per la ferita riportata da un colpo di pistola ricevuto da un fuggiasco montenegrino. Il figlio minore, avuto da Darinka Kvekić, figlia di un negoziante serbo di Trieste e sposata nel 1854, fu allora posto sotto un governo di reggenza della madre. Il 14 agosto dello stesso anno, tuttavia, Nicola, figlio di Mirko, fratello del sovrano deceduto, fu proclamato principe a Cettigne con il nome di Nicola I. L'8 novembre 1860 egli sposò Milena Vukotić, figlia del voivoda Petar Šćepanov Vukotić, capitano della Guardia del corpo del principe (i Perianiki). Benché ormai il titolo principesco fosse quello di "Gospodar", le popolazioni montanare continuarono a chiamarlo "Vladika" (Sacro Signore). Nicola, divenuto re nel 1910, regnò fino al 1918, quando fu costretto ad abdicare e morì in esilio ad Antibes, sulla Costa Azzurra, nel 1921.

Durante il Congresso di Berlino del 1878, il Paese ottenne il riconoscimento internazionale della sua indipendenza e gli fu dato in concessione per 100 anni una striscia di territorio albanese comprendente i seguenti comuni: Tivar, Tuz, Podgorice, Plave, Berane, Bjello Pole, Pleve, Rozhaje. Pochi anni dopo il principe poté fare sposare sua figlia Elena all'erede al trono d'Italia, il futuro Vittorio Emanuele III.

Nel 1905 fu concessa una costituzione e nel 1906 lo Stato montenegrino per la prima volta batté moneta: i perperi di rame. Al culmine di questo processo di modernizzazione, il 28 agosto 1910 il principe Nicola Petrović Njegoš di Montenegro si autoproclamò re, fondando il Regno del Montenegro.

Il Regno del Montenegro nel 1913

Nel 1918 il Montenegro perse la sua indipendenza ed entrò a fare parte del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. I montenegrini rimasti fedeli al re Nicola si ribellarono nel 1919, per poi essere vinti dall'esercito del nuovo Stato nel 1924.

Nel 1941, durante l'occupazione italiana, fu creato un nuovo Regno del Montenegro sotto il protettorato italiano. L'Assemblea Costituente montenegrina previde la nomina di un reggente, che non avvenne mai per la sopraggiunta insurrezione. Il governo italiano nominò inizialmente governatore civile del Montenegro l'ambasciatore conte Serafino Mazzolini, che fu poi sottosegretario agli Esteri nella Repubblica di Salò. Mazzolini fu sostituito, dopo lo scoppio della rivolta, dal generale Alessandro Pirzio Biroli come governatore militare.

Dal 1945 il Montenegro fece parte della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia come una delle sei repubbliche federate, la Repubblica Socialista di Montenegro.

Unione con la Serbia

Nel referendum del 1992, con il 95,96% dei voti, la popolazione montenegrina decise di rimanere nella Federazione jugoslava di cui faceva parte solo la Serbia, sebbene l'affluenza alle urne fosse stata del 66% a causa del boicottaggio dell'etnia musulmana, delle minoranze cattoliche e degli indipendentisti. Questi sostenevano che la votazione fosse stata organizzata in condizioni non democratiche.

Nel 1996 il governo di Milo Đukanović attenuò il legame tra Montenegro e Serbia. Le tensioni tra i due Stati erano ancora critiche, nonostante il cambio di politica di Belgrado. Il Montenegro formò la propria linea politica economica e introdusse il marco tedesco come moneta corrente, come proposto al tempo dal ministro dell'economia. Il dinaro serbo non era usato nel Montenegro, tranne che dai turisti.

Nel 2002 la Serbia e il Montenegro arrivarono a un nuovo accordo riguardante la cooperazione. Nel 2003 la Federazione Jugoslava venne ridefinita come "Serbia e Montenegro".

Indipendenza

Lo status del Montenegro e, in particolare, la fine dell'unione con la Serbia sono stati decisi dal referendum sull'indipendenza del Montenegro del 21 maggio 2006, cui ha partecipato l'86,5% del corpo elettorale, cioè 419 240 votanti, a seguito del quale il 55,5% degli stessi, pari a 230 661 voti, si è espresso a favore dell'indipendenza del Paese: si tratta dunque di una percentuale di poco superiore alla soglia del 55% concordata con l'Unione europea per rendere valido il referendum; in valore assoluto la soglia minima necessaria è stata superata per soli 2 300 voti. Di conseguenza, il parlamento del Montenegro ha intrapreso le procedure legali per dichiarare l'indipendenza. L'iter si è chiuso il 3 giugno 2006 con la dichiarazione d'indipendenza, seguita e quindi confermata il giorno successivo da un analogo atto da parte della Serbia.

Le autorità del Montenegro hanno subito intavolato delle trattative con la Serbia per risolvere i problemi legati alla separazione. La Serbia, gli Stati membri dell'Unione europea e i membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno immediatamente fatto capire che avrebbero riconosciuto l'indipendenza del Montenegro, rimuovendo gli ostacoli sulla strada della nascita del nuovo Stato sovrano. Il primo Stato ad aver riconosciuto l'indipendenza del Montenegro è stata l'Islanda, l'8 giugno 2006. Il 22 ottobre 2007 è stata promulgata ufficialmente la nuova Costituzione.

Il 2 dicembre 2015 il Montenegro è stato invitato a entrare nella NATO e, al termine dell'iter, il 28 aprile 2017 il parlamento ha ratificato l'adesione.

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