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Borghi d'Europa ha costruito in questi ultimi anni un Percorso Internazionale 'Le Vie del Riso'.

In Italia la coltivazione del riso è concentrata principalmente nella bassa padana e nella stretta fascia fino alle Prealpi tra Lombardia e Piemonte; in particolare la provincia di Pavia (che con gli oltre 85.000 ettari destinati a risaia è la prima provincia in Italia e in Europa per la produzione di riso) .

Ecco i dettagli principali sulla coltivazione del riso in Italia:

Piemonte (50% della produzione): Vercelli è considerata la capitale europea del riso. Qui si coltivano varietà pregiate come Arborio, Carnaroli, Baldo e S. Andrea, incluse nel Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP.

Lombardia: Pavia è la provincia con la maggiore superficie di risaie (circa 84.000 ettari), seguita da Milano, Lodi e Mantova.

Veneto: Rinomato per la produzione di riso nel veronese (es. Vialone Nano) e il riso di Grumolo delle Abbadesse (Vicenza) e nelk Delta del Po.

Altre regioni: Produzioni di qualità si trovano in Sardegna (province di Cagliari e Oristano), in Emilia-Romagna (Ferrara) e nella Piana di Sibari in Calabria. 


 La Via del Riso in Calabria

Sybaris era la più grande città della Magna Graecia che visse il suo massimo splendore tra il 700 ed il 450 AC. Città dedita soprattutto al commercio ed all’agricoltura.

Da studi recenti si ritiene che il riso sia stato importato dall’oriente da Alessandro Magno in Sicilia e in Calabria. La conformazione paludosa del terreno ha garantito l'adattamento del riso a Sybaris.

La coltivazione del riso a Sibari si è riaffacciata negli anni 60 del ‘900 quando alcuni imprenditori locali per sfruttare i terreni salmastri ripresero la coltivazione che negli anni si è sviluppata fino ad arrivare a circa 650 ettari coltivati a riso.



L’azienda Perciaccante

La Società Agricola F.lli Perciaccante s.r.l., è stata costituita nel 2008 con sede in Cassano

allo Ionio dai fratelli Eugenio e Matteo al fine di dare continuità e ricambio generazionale

all’azienda agricola nata nella prima metà dell’800 con il capostipite Giovambattista.

L’Azienda fino agli anni ‘70 aveva come indirizzi colturali la cerealicoltura, l’olivicoltura e

allevamento di bovini da carne, ovini e cavalli. Con l’ingresso in azienda di Pietro, padre dei

componenti della Società, vi fu un’evoluzione colturale, l’allevamento di vacche da carne

venne convertito in allevamento di vacche da latte, vennero piantati i primi impianti di pesche

e clementine e nel 1983 vennero seminati i primi 15 ettari di risaie.

Le pesche e le clementine rappresentano ancora una parte consistente dell’azienda.

I primi anni di coltivazione del riso videro come unica attività la produzione di riso tondo

balilla per le riserie del Nord Italia. Le continue pressioni delle ditte sementiere, che vedevano

nel riso da seme calabrese una qualità superiore per germinabilità, assenza di riso crodo e

resistenza ai funghi, spinsero l’azienda a dedicare tutta la superficie a riso da seme.

Queste qualità hanno garantito ottimi risultati economici al riso da seme della Piana di Sibari

a cui veniva riconosciuto uno spread maggiore rispetto alla quotazione di base.

La straordinaria qualità del riso da seme coltivato in Calabria è stata conosciuta e riconosciuta

da parte della Fondazione “Conte Giangiacomo Morando Bolognini” che ha insignito per

l’anno 1990 della medaglia d’oro come miglior riso da seme d’Italia l’azienda Perciaccante.

Circa dalla metà degli anni ’90 la convenienza economica derivante dalla coltivazione del riso

da seme viene meno e si ritorna a produrre riso per le riserie. Si inizia ad affacciare nelle risaie

dell’azienda il riso Carnaroli che diverrà nel corso degli anni il prodotto principe della Piana

di Sibari. Le condizioni pedoclimatiche garantivano una quantità per ettaro ed una resa, e

quindi un riconoscimento economico, di gran lunga superiore rispetto ad altre varietà coltivate

nel corso degli anni.


Borghi d'Europa ha inserito Masseria Fornara della famiglia Perciaccante nel Percorso

della Via Europea del Riso. I prodotti verranno degustati e commentati nel corso delle tappe

del gusto che verranno realizzati fino a maggio 2027, quando terminerà il turno di Presidenza 

italiana della IAI -Iniziativa Adriatico Ionica ( Progetto L'Europa delle scienze e della cultura,

Patrocinio IAI, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica),

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