Cirò Marina, 27 luglio 2026 - C’è un filo continuo che lega passato, presente e futuro nel percorso di Librandi, ed è quello della responsabilità. Con la pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità 2025/2026, l’azienda calabrese rinnova il proprio impegno a raccontare in modo trasparente e misurabile un modello produttivo che mette al centro la terra, le persone e il valore del tempo lungo. Il documento, che copre il periodo giugno 2025 - maggio 2026, restituisce la visione di un’impresa agricola che interpreta la sostenibilità come parte integrante della propria identità, traducendola in scelte concrete lungo tutta la filiera. Un percorso che si muove su una scala significativa: Librandi gestisce infatti 232 ettari di vigneti e oltre 80 ettari di uliveti, con una produzione annua che si attesta intorno ai 2 milioni di bottiglie di vino, distribuite in circa 40 mercati internazionali. «Scegliere la sostenibilità significa assumersi una responsabilità che riguarda ogni aspetto del nostro lavoro - commenta la famiglia Librandi - È un impegno che parte dalla terra, ma coinvolge le persone, le comunità e le generazioni future.» In questo nuovo capitolo del suo percorso, Librandi consolida un modello agricolo fondato sull’equilibrio tra produttività e tutela degli ecosistemi. I vigneti sono gestiti secondo pratiche attente alla biodiversità e supportate da strumenti scientifici come il progetto Biopass, mentre la salvaguardia dell’ambiente si traduce anche nella gestione di un patrimonio naturale che supera i 300 ettari complessivi di biodiversità tra coltivazioni, boschi e macchia mediterranea. La sostenibilità passa anche attraverso numeri e investimenti concreti. Negli ultimi anni l’azienda ha ampliato in modo significativo la propria capacità di produzione di energia da fonti rinnovabili, contribuendo a incrementare l’autonomia energetica complessiva. Un risultato che si affianca al monitoraggio costante dei consumi e all’introduzione di macchinari più efficienti, contribuendo a contenere l’impatto ambientale delle attività produttive. La misurazione puntuale resta infatti uno degli strumenti centrali del percorso intrapreso: l’analisi della Carbon Footprint indica emissioni pari a circa 1,4 kg di CO₂ equivalente per litro di vino prodotto, un valore in linea con i benchmark di settore, mentre lo studio della Water Footprint consente di intervenire sulle fasi più impattanti, in particolare quelle legate al packaging e all’imbottigliamento. Ma è soprattutto sul piano umano che la sostenibilità assume un significato concreto. L’azienda impiega stabilmente circa 80 lavoratori, tutti provenienti dal territorio, e garantisce continuità occupazionale lungo tutto l’anno grazie a una gestione integrata delle attività agricole. Un modello che rafforza il legame con la comunità e consente di sviluppare competenze nel tempo, puntando su formazione e crescita professionale. A questa dimensione si affianca un impegno costante sul fronte culturale ed educativo, con progetti che coinvolgono scuole, università e istituzioni, come il premio “Nicodemo Librandi” promosso da SudHeritage – associazione che riunisce alcune eccellenze imprenditoriali calabresi con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e i musei d’impresa, favorendo la connessione tra aziende, territori e comunità – dedicato alla migliore tesi di dottorato su musei e archivi d’impresa, e iniziative che promuovono la conoscenza del patrimonio agricolo e vitivinicolo. Il vino diventa così anche strumento di relazione, capace di raccontare il territorio e di generare valore condiviso. Allo stesso tempo, Librandi continua a investire nella propria capacità di comunicare in modo autentico. Progetti come la Critone Summer Edition, arricchita nel 2026 con nuove referenze ispirate alle coste calabresi, o le linee di packaging riutilizzabile, rappresentano esempi concreti di un approccio che unisce identità, design e sostenibilità, contribuendo a costruire una narrazione coerente e riconoscibile. Inoltre anche nel 2026 Librandi ha rinnovato la certificazione Equalitas, lo standard di riferimento per il settore vitivinicolo che valuta e certifica le performance ambientali, sociali ed economiche delle aziende. Un riconoscimento che conferma la coerenza del percorso intrapreso dall'azienda e la volontà di sottoporre il proprio impegno a verifiche indipendenti e trasparenti. La certificazione garantisce a consumatori e stakeholder la correttezza e la verificabilità delle pratiche adottate lungo tutta la filiera, secondo i tre pilastri della sostenibilità: ambientale, sociale ed economico. Il Bilancio di Sostenibilità 2025/2026, disponibile sul sito ufficiale dell’azienda: www.librandi.it/sostenibilita, si chiude con uno sguardo verso il futuro, delineando un percorso di miglioramento continuo che prevede nuovi investimenti in tecnologia, ulteriori interventi sull’efficienza produttiva e un crescente impegno nella sensibilizzazione sui temi ambientali e sociali. |
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LIBRANDI Da tre generazioni la famiglia Librandi è protagonista della vitivinicoltura calabrese. Le Tenute di proprietà della famiglia contano complessivamente circa 350 ettari, dei quali 232 vitati, 80 a uliveto e i restanti boschivi. Le sei tenute della famiglia Librandi sono: Rosaneti (il cuore pulsante dell’azienda), Arcidiaconato, Ponta, Pittaffo, San Biase e Brisi. Qui il lavoro va a concentrarsi soprattutto su vitigni autoctoni della zona. L'azienda è da sempre a gestione esclusivamente familiare: guidata fino al 2012 dai fratelli fondatori Antonio e Nicodemo Librandi, oggi, l’azienda è condotta da Raffaele, Paolo, Francesco e Teresa Librandi. |
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